Perché spendere milioni di dollari in pubblicità quando puoi far vendere il tuo prodotto direttamente dai tuoi consumatori?

Un barista americano, nell’aprile del 2017, postò un video in cui, disperato, implorava i suoi clienti di non ordinargli più quella bevanda viola. Stava diventando matto.
Qualche giorno prima le strade di New York erano più congestionate del solito. Il traffico era bloccato da file interminabili di ragazzi e ragazze in piedi davanti ad uno Starbucks.
Tutti impazziti. Tutti volevano l’ #UnicornFrappuccino

unicorn frappuccino

Il caso dell’Unicorn Frappuccino è emblematico nella storia del web marketing all’epoca dei social. Faceva schifo, eppure lo volevano tutti.

Cos’era successo? Un responsabile del marketing di Starbucks aveva notato che da qualche giorno il topic trend su Twitter e Instagram era #unicorn. Tutti condividevano immagini di unicorni rosa. Guardando bene le immagini si accorge che il bicchiere del frappuccino, visto di profilo con la cannuccia che sporge inclinata, somiglia proprio a… un unicorno!!!

Da qui l’intuizione geniale : mettiamo in commercio, subito, un nuovo frappuccino (prodotto di punta da sempre del brand Starbucks), lo facciamo rosa e lo chiamiamo “Unicorn”. Ed ecco come nasce un successo commerciale.

Lo realizzano in tempi record, mischiando ghiaccio, latte, colorante rosa, colorante blu, crema di frappuccino, sciroppo di mango e altre diavolerie a base di zucchero. È bellissimo. Colorato. Invitante. Irresistibile. Peccato faccia abbastanza schifo. Ma non è quello che conta in quel momento.

Basta scattare una foto, postarla sul profilo Twitter di Starbucks e in poche ore scoppia il delirio sui social. E per le strade.

Un tweet, un post Facebook, un post su Instagram: questo è quello che è bastato a Starbucks per raggiungere 51.000 mention il giorno prima del lancio. Il giorno del lancio sono arrivati a quota 72.000 e quando infine è arrivato nei negozi il brand ha superato 177.000 mention.
Ecco come un singolo post di Starbucks è diventato virale.

Secondo una portavoce di Starbucks, “L’immagine della bevanda ha rappresentato uno degli elementi fondamentali nella creazione del prodotto e l’ispirazione è arrivata proprio dai social media, dal trend dell’unicorno che stava letteralmente spopolando nel settore food & beverage sui social media.”

L’Unicorn Frappuccino rimane disponibile negli store solamente per cinque giorni negli Usa, in Canada e in Messico, e la richiesta è talmente alta che in alcuni punti vendita il prodotto va esaurito già durante il primo giorno. Nonostante la diffusa opinione che “non è per niente buono…ma per i social media è perfetto!”

unicorn frappuccino social

L’amministratore delegato di Riot Communications, Preena Gadher, ha affermato : “Il cervello elabora le immagini più velocemente di quanto non lo facciano gli strateghi del marketing. Crea qualcosa che sia visivamente sbalorditivo, e sarà molto più vendibile e condivisibile. Quando sembra abbastanza buono da essere condiviso, stai facendo in modo che i tuoi clienti facciano il marketing per te.”

Starbucks ha avuto il coraggio di creare un prodotto che rispondesse pressoché esclusivamente all’esigenza disperata di condividere immagini sui social network. Anche se il gusto lasciava parecchio a desiderare.

Chris Riotta, per Newsweek, scrisse : “Per essere chiari, questa è la bevanda peggiore che abbia mai acquistato in vita mia. Ha il sapore di una combinazione di fluoruro topico usato dagli igienisti dentali e di fango metallico.”

Ma è davvero importante il sapore se in cinque giorni il tuo post piace a 657.140 persone?

unicorn frappuccino product

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