L’influencer: definizione

Come suggerisce la parola stessa un influencer è una persona in grado di “influenzare” le scelte degli utenti.

Che sia un acquisto, un voto alle elezioni, la partecipazione ad un evento e così via. Stando al vocabolario Zingarelli, l’influencer è «un personaggio popolare sui social network in grado di esercitare un influsso sulle scelte di settori dell’opinione pubblica». Oggi si parla di Influencer Marketing perché sempre più le scelte di acquisto di chi si informa o acquista online sono “guidate” dai suggerimenti veicolati attraverso i social. L’influencer può essere una celebrity, un personaggio dello spettacolo, uno sportivo, un cantante, un artista, ma in questo articolo ci concentreremo soprattutto sugli influencer nati (e cresciuti) digitali.

Riconoscere un vero influencer 

Chi è l'influencer

Il vero influencer è colui il quale gode di autorevolezza, credibilità e riconoscibilità. È un esperto di un certo argomento o settore, ispira fiducia ed ha raggiunto risultati, in termini di popolarità sui social, tali per cui è riconosciuto come un vero punto di riferimento.

In parole semplici significa che se, ad esempio, il mio youtuber preferito sostiene che la nuova fotocamera giapponese appena uscita sia il top di gamma e risolverà tutti i miei problemi, io consumatore, suo follower, tenderò a fidarmi del suo consiglio e deciderò di comprarla. 

Ci si potrebbe porre il dubbio su quanto il mio youtuber preferito creda davvero che quella fotocamera sia il top di gamma e quanto, invece, l’azienda produttrice giapponese lo abbia oliato a dovere per farglielo dire nell’ultimo video da 1 milione di visualizzazioni. 

E qui sta tutto il bello di questa nuova tipologia di marketing : il più delle volte lo youtuber ci crede davvero. Già, perché in fonda si è conquistato una reputazione e ci tiene a mantenerla. Per cui prima di pubblicare una cosa la valuta con molta attenzione. 

Un influencer viene contattato o direttamente dal brand o indirettamente attraverso un’agenzia di comunicazione che cura il web marketing di quell’azienda. Ma negli ultimi tempi sono sorte molte agenzie specializzate proprio in influencer, pronte a consigliare il giusto personaggio alla giusta azienda. 

Come opera un influencer 

quanto guadagna un influencer

Una volta avvenuto il contatto e valutato il progetto, l’influencer fa un preventivo. A seconda dei casi ci si può accordare per uno “scambio merce”  – post con citazione del brand in cambio di un prodotto – o per un compenso adeguato.  

L’influencer è prima di tutto un creatore di contenuti, ed è in grado di progettare da solo una campagna in linea con gli obiettivi di business dell’azienda, ma ovviamente è sempre quest’ultima, eventualmente tramite l’agenzia che ne cura la comunicazione, a suggerire all’influencer obiettivi, target, budget e strategie desiderate. 

Esempio pratico : un prodotto tecnologico

L’influencer creerà una narrazione, uno storytelling, generando nella community di riferimento interesse e curiosità. E il punto di partenza, solitamente, è proprio l’esperienza di prodotto vissuta in prima persona. 

Nel caso di una foto su Instagram sono più che altro l’immagine evocativa, che descrive una particolare situazione (tradotto : l’influencer scatta una foto con il prodotto in un particolare contesto) e il copy studiato nei minimi particolari a fare colpo sul pubblico. Nel caso di un blog o di un video, invece, l’influencer ha la possibilità di raccontare con più dovizia di particolari l’esperienza vissuta con quel prodotto, elencandone pregi, difetti (pochi), sensazioni, sciorinando una serie di esempi pratici e consigli utili. 

Di solito poi sotto i post l’influencer inserisce il link diretto al prodotto in questione, in modo tale che i suoi seguaci con un semplice click siano indirizzati direttamente sul sito del brand o sulla piattaforma di e-commerce ad esso collegata. 

Quanto guadagna un influencer?

Secondo eMarketer, il giro d’affari generato da queste figure, solo in America e solo su Instagram, è stato di 570 milioni di dollari nel 2016.

Un influencer con circa 100mila follower guadagna di solito da 0 a 500€ a collaborazione, quando non si accontenta degli omaggi. Uno con circa 500mila follower guadagna da 500 a 5mila€ a post. Un influencer con oltre un milione di follower non prende neanche in considerazione un lavoro se il compenso non è di almeno 2.500€, ma può strapparne anche 10mila. 

Le cifre cambiano da social a social.

Secondo uno studio pubblicato sull’Economist, su Twitter si va da un minimo di 2000$ per un tweet “sponsorizzato”, postato da utenti con fino a 500mila follower, a un massimo di 60mila per chi di follower ne ha più di 7 milioni. Su Instagram i ricavi oscillano tra i 5 mila dollari per chi ha un massimo di 500mila follower e gli oltre 150 mila dollari per chi supera i 7 milioni di follower. Il canale più remunerativo in assoluto sembrerebbe essere YouTube: qui bastano appena 500mila follower per guadagnare più di 12mila dollari con un post e ottenere oltre 300 milioni se si hanno più di 7 milioni di follower.

Blogmeter ha stilato un elenco dei 10 influencer più pagati di Instagram e ha calcolato che : la stella del fitness Jennifer Selter guadagna mediamente 15mila dollari a post, il giovane youtuber Cameron Dallas ne percepisce circa 17mila e Huda Katten, beauty influencer, circa 18mila dollari a post.

L’italiana Chiara Ferragni, la più famosa fashion blogger italiana, ideatrice del marchio The Blond Salad, si attesta sui 12mila dollari, ma su Instagram ha a disposizione uno degli engagement migliori in circolazione, con oltre 40 milioni di utenti mensili e quasi 13 milioni di seguaci.

 

Come scegliere il giusto influencer per il proprio brand?

Come scegliere un influencer

Pertinenza 

Il primo criterio che dovrebbe guidare la scelta del giusto influencer è la pertinenza tra il brand e il personaggio. L’influencer rappresenta il marchio, la sua filosofia, i suoi valori. Ma soprattutto deve essere immediatamente associabile a quella realtà. Per cui ad esempio, banalmente, uno sportivo è più adatto ad un brand di abbigliamento sportivo così come una truccatrice è più adatta ad un marchio di cosmesi. Scontato, direte voi? Non sempre. La  tentazione di puntare su “quello famoso” solo perché ha tanti follower e dunque potrebbe portare più visibilità è forte, ma quasi sempre è la scelta sbagliata. Meglio pochi follower ma buoni. 

La scelta di un influencer dovrebbe essere primariamente dettata dalla sua affinità con i valori stessi del brand e quindi dalla credibilità o meno, presso la sua rete, del messaggio di cui si farebbe portavoce.

Target 

E’ importante che l’influncer sia molto attivo sui social e sia in grado di coinvolgere, a sua volta, un pubblico attivo. Anche qui, meglio pochi ma buoni. Ciò che dovrebbe essere valutato non è la dimensione del pubblico bensì la capacità di saperlo coinvolgere. Meglio meno ma più attivi. E’ importante che raggiunga il target di persone davvero potenzialmente interessato al prodotto, altrimenti il rischio è sprecare tempo e denaro.

Piattaforma

Anche le piattaforme utilizzate per comunicare dovrebbero essere prese in considerazione come criteri guida nell’individuare il giusto influencer. A seconda del “prodotto”, o meglio del “messaggio”, potrebbe cambiare l’efficacia di un social piuttosto che di un altro. Il più efficace sembra essere YouTube, che ha un’influenza significativa sugli adolescenti. Negli Stati Uniti il 70% dichiarano di essere influenzati più dagli YouTuber che dalle celebrità per così dire “normali”. 

Il più utilizzato però è Instagram. L’80% dei micro-influencer utilizza Instagram per pubblicare e condividere nuovi contenuti e al momento la piattaforma sembra avere più del 50% di influenza sulle abitudini di acquisto delle persone. In generale, un video è ottimo per raccontare come funzionano una fotocamera o come si stende un ombretto, una foto Instagram può essere la scelta giusta per degli occhiali o un paio di scarpe, così come un articolo su un blog potrebbe essere il canale più efficace per spiegare il programma di un candidato.

Diceva Marshall MaLuhan “Il medium è il messaggio”

Autenticità

Guai per un influencer se tradisce la fiducia dei propri seguaci. Un influencer che sponsorizza raramente i propri post è solitamente più affidabile e considerato più autentico di quello che fa spesso inserzioni a pagamento. Se cita un brand ed è pagato per farlo, l’influencer lo dichiara. Ogni post sponsorizzato dovrebbe contenere tag specifici quali #Ad o #Sponsored. Se racconta storie personali e avvincenti sarà accettato di più di uno che scrive per la maggior parte del proprio tempo recensioni di prodotti.

Prima di “raccontare” è importante “raccontarsi”. E non tradire mai.

La fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri

(Jean-Paul Sartre)

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