Hai un’azienda che vende frigoriferi e vorresti estendere il tuoi affari online anche in Germania?
Oggi puoi farlo. Dal 3 dicembre 2018 lo shopping online, in Europa, è senza frontiere 

Grazie al regolamento 302/2018 della Commissione Europea, dal 3 dicembre sono caduti i blocchi geografici all’e-commerce che esistevano tra stati membri della UE e che impedivano di fare acquisti online su siti di altri Paesi. 

Ma che cos’è il geoblocking? 

L’avrete sicuramente sperimentato in più di una occasione. Ad esempio, avete visto un televisore che costa di meno su un sito francese, spese di trasporto incluse, e avete provato a comprarlo ma una volta cliccato su “Ordina” il sistema vi ha rimandato in automatico al sito italiano?
Oppure la vostra carta di credito non è stata accettata per la diversa nazionalità.  

O ancora il sito estero comunicava che quel prodotto non poteva essere spedito all’indirizzo di consegna. Ecco, quello è il geoblocking. 

Il geoblocking è una tecnologia che limita o blocca l’accesso a un sito o a un contenuto online a seconda della posizione geografica.

Viene utilizzato principalmente per impedire che materiale protetto da diritto d’autore sia visualizzato al di fuori di una determinata area geografica.

Ne avrai avuto esperienza se sei stato in vacanza all’estero e hai provato a guardare in streaming online l’ultima puntata del programma o della serie che stai seguendo in Italia ma una volta aperto il sito ti appariva un messaggio che ti informava “Questo contenuto non è disponibile nella tua area geografica”.

Ma dal 2016 il sistema è finito nel mirino della Commissione Europea perché applicato, praticamente nello stesso modo, anche all’e-commerce con effetti che la commissione stessa ha giudicato «repressivi» sulla libertà di shopping online dei cittadini europei. 

E infatti, ad esempio, finora, se volevo acquistare un paio di occhiali e navigando avevo visto che su un sito spagnolo il modello che mi piace tanto era venduto ad un prezzo minore, se cliccavo su “Ordina” venivo reindirizzato automaticamente sul sito italiano.

 

geoblocking e-commerce

 

 

Cosa cambia ora

Il nuovo Regolamento sul geoblocking elimina questo tipo di ostacoli al commercio elettronico, evitando la discriminazione fondata sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti.

In particolare il Regolamento europeo  impedirà la discriminazione dei consumatori e delle imprese in materia di accesso a prezzi e condizioni di vendita o di pagamento negli acquisti di prodotti e servizi online in un altro paese UE.

Cosa potremo fare

La rimozione dei blocchi geografici ingiustificati e di altre forme di discriminazione basate sulla nazionalità, sul luogo di residenza o sul luogo di stabilimento dei clienti promuoverà la crescita di un mercato unico digitale e ampliare la scelta dei consumatori.

Una prima significativa conseguenza della caduta del geoblocking è che ora si ridurranno i prezzi per le consegne internazionali tra produttori e rivenditori.

Al momento, infatti, se un utente italiano compra un frigorifero da un rivenditore tedesco deve pagare di tasca propria la consegna oppure recarsi in uno dei punti vendita per ritirare il prodotto. 

Altra conseguenza, i servizi online a pagamento saranno liberi. E così, ad esempio, se voglio acquistare un dominio o un hosting in un altro Paese europeo diverso dal mio, che magari offre dei prezzi più bassi, posso farlo senza restrizioni.

 

e-commerce

 

Dove non si applica il regolamento

Il Regolamento non si applicherà (almeno per il momento)  ai servizi la cui principale caratteristica consiste nel fornire accesso e uso di contenuti tutelati dal diritto d’autore oppure nel vendere opere tutelate dal diritto d’autore, come ad esempio gli e-book, la musica in Rete, i videogiochi e le app.

Questo significa che un italiano non potrà abbonarsi dall’Italia al catalogo francese di Netflix o usare Spotify con un abbonamento spagnolo. Anche questa restrizione, tuttavia, dovrebbe avere i giorni contati.

Oltre a questo, rimane l’incognita Iva. In alcuni Paesi dell’Unione, come Lussemburgo o Malta, ha un’incidenza percentuale molto inferiore alla media comunitaria. L’abolizione del Geoblocking li renderebbe più competitivi permettendogli di offrire i loro beni a prezzi più convenienti ai clienti oltre confine. 

Print Friendly, PDF & Email