Buongiorno e bentornati da CTnewS!

 

 

Oggi il nostro viaggio nel mondo del marketing prosegue scoprendone uno dei suoi rami più efficaci e più attuali. Il suo scopo primario è quello di trasformare gli sconosciuti in promotori, i diffidenti in love-mark, cercando di instaurare nei clienti un profondo senso di appartenenza al brand. Vince queste sfide con le armi della fiducia e dell’esperienza, guidando il cliente in un funnel (“un percorso ad imbuto”) che lo porti, attraverso diversi step e con gli stimoli adatti, a diventare un fan del nostro prodotto o del nostro marchio.

Ma in che senso?

Si chiama Inbound Marketing, e per gli addetti ai lavori è la strategia che meglio riesce a recepire le necessità dei consumatori, portandoli a conoscenza solamente di ciò che LORO vogliono conoscere.

Dimenticate quindi le campagne pubblicitarie sparate sulla massa senza nessuna ragione specifica se non quella di colpire più persone possibile, a quanto pare non funzionano più e costano pure una montagna di soldi.

Al contrario del vecchio pensiero outbound, il nuovo filone cerca di entrare in contatto con il cliente chiedendo prima il permesso, e in modo anche molto educato.

Attenzione, con questo non vorremo di certo dare degli umili ai nostri Uomini di marketing, questo mai!

Sicuramente però possiamo dire che questa tecnica si sta rivelando davvero efficace, sia per chi vende che per chi acquista, diventando di fatto la strada più concreta da percorrere per ottimizzare il proprio lavoro.

Ora vedremo il perché.

Attrai, converti, chiudi, delizia!

No non è il titolo di un nuovo film con Julia Roberts e Richard Gere, per quanto magari ci piacerebbe vederlo.

Queste invece sono le azioni da intraprendere nelle diverse fasi della Inbound Marketing Journey!

Eh?

Vediamo di tradurre anche grazie ad una piccola infografica..

 

Notiamo che, attraverso questo ragionamento, il consumatore passa attraverso sei fasi distintive del percorso che lo porta a diventare un nostro promoter.

Ognuna di questa si evolve nella successiva se stimolata dalle giuste azioni e dai giusti contenuti.

Partendo dall’inizio, come si usa di solito, avremo una persona totalmente inconsapevole di noi, di chi siamo, e di cosa vendiamo. Dovremmo quindi attrarlo usando gli strumenti che ci consentono di essere raggiunti nel momento in cui abbia bisogno di noi, rendendoci subito un’opzione valida per il soddisfacimento delle sue necessità. Stiamo quindi parlando di SEO, di blog, di canali social che possano essere una risposta alle domande degli stranieri, proponendogli qualcosa di cui sono già in cerca.

La notate la differenza?

Outbound: “Ehi guarda che bella quest’aspirapolvere, comprala!”

Inbound: “Cerchi un’aspirapolvere? Io ne ho davvero di belle, posso mostrartele?”

A chi dareste più fiducia? A chi vi rivolgereste?

Bene, anche noi!

Da qui parte il primo contatto, da qui lo straniero diventa visitatore, affrontando una prima fase di convincimento, per ora ancora totalmente osservativa.

HOUSTON, ABBIAMO UN CONTATTO!

Ora però passiamo al sodo.

Abbiamo bisogno di sapere chi è il nostro ospite, conoscerlo meglio, avere un suo contatto, per poterlo informare meglio sui nostri prodotti direttamente attraverso il canale che LUI preferisce!

A questo servono i Form Contatti, le Call-to-Action e le Landing Pages volte a trasformare il nostro visitatore in un Lead, un contatto, un qualcuno a cui abbiamo già stretto la mano e con cui iniziare un rapporto.

Come?

Come si fa in tutti i rapporti, dialogo, interesse e pazienza, a volte tanta, a volte meno di quello che ci aspettiamo. Un Lead va seguito, informato, gestito, con cura e coerenza, rendendogli chiaro il motivo del perché dovrebbe affidarsi a noi puntando sui punti chiave che possano essere più attraenti per lui.

Insomma, un Lead va corteggiato, ognuno a suo modo, con destrezza, creatività e a volte anche un po’ di coraggio.

Non è facile, lo sappiamo, ma è proprio per questo che esistono gli Uomini e le Donne di Marketing!

Pensate però al momento in cui riusciremo finalmente ad avere un Cliente. Non uno di quelli che si ferma per sbaglio, ma uno che ci ha scelto conoscendoci per quello che gli abbiamo raccontato durante le diverse fasi precedenti. A lui rimarrà solo la fase finale, quella del dopo acquisto, dove valuterà se effettivamente le nostre promesse sono state mantenute.

Perché se è vera la frase, e noi non ne siamo certi, “Il Marketing è una promessa”, il meglio che possiamo fare è appunto mantenerla.

Non ci si può permettere di tradire la fiducia di un cliente. Promuovete sempre i reali punti di forza del vostro prodotto o brand, per quanto vi possano sembrare banali o scontati ci sarà sempre qualcuno che li trova estremamente importanti, scegliendovi e diventando i vostri primi starnutitori!

Fatto questo avrete dei perfetti promoters che, gratuitamente, parleranno al mondo di voi, facendovi apprezzare a tutta la loro cerchia di conoscenze.

Non è facile, è lungo e, come tutte le strategie, è fallibile.

Ma è l’unica via praticabile per emergere.

 

Vi salutiamo, come di consuetudine, dandovi appuntamento alla prossima CTnewS!!!

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