Se sei in viaggio di lavoro in Giappone e non ne hai uno con te, faresti meglio a imbarcarti sul primo aereo e tornare indietro. Lì si chiamano meishi e scambiarli è una cosa sacra. Non solo negli ambienti lavorativi. Bisogna consegnarli con entrambe le mani, facendo un inchino e stando attenti che le dita non coprano le lettere. Chi li riceve deve riporli in un porta biglietti, e mai nel portafogli, perché potrebbero piegarsi e sarebbe mancanza di rispetto.
C’è chi sostiene che da queste parti non vadano più di moda, ma dei biglietti da visita ben fatti sono ancora un segno distintivo di professionalità, in grado di presentare un’azienda in pochi centimetri.

L’origine dei biglietti da visita

Nella Cina imperiale del quindicesimo secolo, chi si recava in visita a un mandarino si annunciava mostrando una striscia di carta sui cui erano riportati nome e titoli. Il politico ateniese Pericle faceva recapitare all’amante Aspasia dei doni corredati da una striscia di papiro con sopra inciso il suo nome.
Tecnicamente i primi biglietti da visita ufficiali nacquero in Francia nel 1700 quando iniziò a diffondersi l’abitudine di consegnare un bigliettino col proprio nome scritto a mano al personale di servizio delle dimore in cui si andava ospiti, in modo che potessero annunciare il loro arrivo in modo corretto.
Alla fine dello stesso secolo se ne diffuse l’uso commerciale a Londra, soprattutto tra i mercanti, e dato che all’epoca le vie della città non avevano numerazione, i biglietti erano fondamentali per individuare un negozio. Da allora sono divenuti un segno di distinzione indispensabile per qualsiasi professionista che si rispettasse.
biglietti da visita - disney

 

Ma le business card sono ancora utilizzate?

Altroché. La tiratura è in calo, ma la qualità è in aumento, anche grazie ad agenzie specializzate in grado di confezionare la business card perfetta per ogni singola esigenza.Secondo una recente ricerca l’88% dei biglietti da visita viene gettato via entro una settimana, ma sempre secondo la stessa ricerca a fronte di 2mila biglietti da visita distribuiti, un’azienda può registrare un incremento del 2,5% delle vendite.
Dunque sì sono ancora un elemento indispensabile per un’azienda o un’impresa che voglia distinguersi, al contrario di quanto si possa pensare. Soprattutto per una questione di immagine : un professionista, come ad esempio un medico, con un proprio biglietto da visita è percepito come più esperto e affidabile.
business card mark zuckerberg

 

Cosa non può mancare nella business card

Sarà banale, ma un biglietto da visita che si rispetti dovrebbe avere alcune caratteristiche fondamentali, quali :

  • Informazioni di contatto : nome e cognome, qualifica, nome dell’azienda, sito, indirizzo fisico, contatto telefonico, mail ed eventuali social, preferibilmente scritti con il font ufficiale scelto dall’azienda
  • Immagine : solitamente il logo dell’azienda corredato da eventuale payoff
  • Formato : lo standard americano è 89×51 mm, in Europa 85×55 mm, in Giappone si utilizza la misura standard più grande 91×55 mm.
  • Materiale : su cartoncino rigido ma flessibile, comodo per essere infilato nel taschino della giacca o nel porta documenti del portafogli (eh sì, da noi si può fare!)

Abbiamo scritto “dovrebbe” perché, soprattutto oggi che i biglietti da visita non sono più l’unico strumento di presentazione, sostituiti in molte occasioni dai contatti social, spesso la prima regola è sovvertire le regole. Formato e contenuto della tua business card dovrebbero adattarsi al messaggio che vuoi comunicare, al tuo target di riferimento e al tipo di reazione che vorresti suscitare in chi la tiene in mano e se la rigira tra le dita.
Ad esempio, il tuo scopo è incuriosire, sorprendere o semplicemente comunicare le informazioni essenziali? Sei dipendente di una grande azienda o lavori in proprio? Ti occupi di finanziamenti o fai il sarto? Il tuo biglietto finirà in mano a dei professionisti o a dei potenziali clienti?
Rispondere a domande come queste ti sarà molto utile per realizzare il tuo biglietto da visita ideale. L’importante è non esagerare e che la troppa “creatività” non danneggi la “praticità”.
E se sei a corto di idee, lasciati ispirare da questa piccola carrellata dei biglietti da visita più creativi scovati online
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