NOTIZIA UFFICIALE!

Attenzione perché nella mattinata è stato ufficialmente riportato da fonti ANSA che pronunciare la frase: “tanto ci metti 5 minuti”, sarà considerato punibile con lavori improvvisati e di scarso rendimento, fatti per l’appunto, in cinque minuti.

Come per ogni professione, infatti, anche i creativi hanno bisogno di tempi ragionevoli per stimolare un percorso che porti risultati di qualità. Per un prodotto che possa essere originale, coerente e soprattutto utile al cliente, il creativo dovrà attivare una serie di processi mentali basati su di un bacino di conoscenze e su di una mente aperta a stimoli costruttivi.

Certo, è chiaro, tutti possono avere la grande idea o il cosiddetto: “lampo di genio”, ma oggi parliamo di chi con la creatività ci lavora ogni giorno, rendendola uno strumento da maneggiare con cura.

MA COS’É LA CREATIVITÀ???

Riportiamo testualmente la nozione che ci fornisce l’enciclopedia Treccani.

creatività s. f. [der. di creativo]. – Virtù creativa, capacità di creare con l’intelletto, con la fantasia. In psicologia, il termine è stato assunto a indicare un processo di dinamica intellettuale che ha come fattori caratterizzanti: particolare sensibilità ai problemi, capacità di produrre idee, originalità nell’ideare, capacità di sintesi e di analisi, capacità di definire e strutturare in modo nuovo le proprie esperienze e conoscenze.

Un processo quindi, come avevamo detto, non un colpo di fortuna, non un semplice: “a me piace così”, ma il risultato dello sforzo comune di persone che mettono insieme conoscenze, competenze e professionalità, sotto la guida di una chiara direzione strategica orientata a obiettivi precisi.

ORIGINALITÀ + COERENZA = ?

Gli ingredienti principali per una vera idea creativa.

Il primo la rende unica, separandola da tutto ciò che siamo abituati a vedere, distinguendo il prodotto a cui è associata da quelli dei competitors di riferimento, con l’obiettivo di stimolare nel cliente un’associazione immediata al brand.

Questo però non basta. Perché per essere efficace un’idea ha bisogno di essere coerente al contesto nella quale opera. Immaginate una pubblicità bellissima. Un tema ancora non trattato, attori fantastici e uno sviluppo narrativo totalmente da fuori di testa, insomma una di quelle che ti rimangono impresse nella mente. C’è un problema però, una volta finita la campagna ti chiedi solamente una cosa: “Ma che vendevano quelli?”.

Ci sono molti esempi a riguardo (vi ricorderete la frase: “adesso esco e vado con il primo che capita!” con il vicino che si presenta davanti alla porta della ragazza, ma vi ricordate anche chi aveva commissionato lo spot??) che ci mostrano senza coerenza si allontana l’attenzione dal messaggio che sarebbe dovuto trapelare, distraendo l’ascoltatore e vanificando l’investimento pubblicitario. In casi simili, si presenta una disconnessione tra elementi narrativi e messaggio di comunicazione, con conseguente azzeramento della possibilità che il brand riesca ad inserirsi in una dimensione di rilevanza per le persone.

L’UNIONE FA LA FORZA!

Un’altra caratteristica fondamentale di un prodotto creativo è la sua predilezione allo sviluppo in team. Per questo nelle agenzie di comunicazione si incrociano idee, stimoli e competenze provenienti da varie figure professionali. Uomini di Marketing specializzati nelle diverse aree di competenza: grafici, sviluppatori web, copywriters, esperti di comunicazione che lavorano coesi verso lo stesso obiettivo arricchendo l’idea creativa con gli stimoli e le tecniche provenienti dalle diverse esperienze.

COME SI PAGA LA CREATIVITÀ?

Il lavoro creativo, alla luce di quello che è stato detto fin’ora, va quindi considerato come un vero e proprio servizio da terzi, e come tale deve essere retribuito. Ovviamente non tutta la creatività va egualmente compensata. Ci si basa sull’efficacia del lavoro eseguito, ricercata nel momento in cui si da fiducia alla agenzia scelta e nel rispetto dei caratteri sopra citati. I metri di giudizio variano poi a seconda della situazione ma, come per ogni cosa, il prezzo è strettamente correlato alla qualità.La richiesta di un servizio implica per logica un corrispettivo e, dal momento che nessuno è obbligato a rivolgersi a terzi per l’ottenimento di output creativi, è giusto che sia così.

Tutto ricorda vagamente una critica che taluni muovono all’arte moderna dicendo: “Non ci trovo nulla di speciale; avrei potuto farlo anch’io”. Ebbene, perché non l’hai fatto?

Alla prossima CTnewS!!! 😉

 

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